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Transizione 5.0: guida completa al credito d'imposta per le imprese

Aggiornato: 31/07/2026

Scopri come funziona il Piano Transizione 5.0, quali investimenti sono agevolabili, chi può beneficiarne e come ottenere il credito d'imposta.

Transizione 5.0: guida completa al credito d’imposta

Il Piano Transizione 5.0 è uno dei principali strumenti di sostegno agli investimenti innovativi delle imprese italiane.

L’obiettivo è favorire la trasformazione digitale ed energetica delle aziende attraverso un credito d’imposta destinato agli investimenti in beni strumentali, software e tecnologie che consentano una riduzione dei consumi energetici. La misura è stata introdotta nell’ambito del PNRR e, nella sua formulazione originaria, ha riguardato gli investimenti effettuati tra il 2024 e il 2025; nel 2026 il quadro normativo è stato aggiornato con nuove disposizioni e procedure.

In questa guida scoprirai:

  • cos’è il Piano Transizione 5.0;
  • chi può accedere all’agevolazione;
  • quali investimenti sono agevolabili;
  • come funziona il credito d’imposta;
  • come presentare la domanda;
  • come aumentare le probabilità di ottenere il beneficio.

Cos’è il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 sostiene le imprese che investono contemporaneamente in innovazione tecnologica ed efficienza energetica.

L’incentivo consiste in un credito d’imposta riconosciuto alle imprese che realizzano progetti di innovazione capaci di ridurre i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, oppure del processo interessato dall’investimento di almeno il 5%.

L’obiettivo è accompagnare le imprese verso una produzione più efficiente, digitale e sostenibile.


Chi può beneficiare della misura

Possono accedere al Piano Transizione 5.0 le imprese residenti nel territorio italiano, indipendentemente da:

  • dimensione;
  • settore economico;
  • forma giuridica.

Per ottenere l’agevolazione è necessario rispettare i requisiti previsti dalla normativa, essere in regola con gli obblighi contributivi e di sicurezza sul lavoro e non trovarsi nelle condizioni di esclusione previste dalla legge.


Quali investimenti sono agevolabili

Tra gli investimenti che possono rientrare nella misura figurano:

  • macchinari e impianti 4.0;
  • software gestionali;
  • sistemi ERP e MES;
  • piattaforme per il monitoraggio dei consumi energetici;
  • sensori IoT;
  • sistemi di automazione industriale;
  • beni immateriali collegati ai processi produttivi;
  • impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, nei casi previsti dalla normativa.

L’investimento deve essere inserito in un progetto che produca il risparmio energetico minimo richiesto dalla misura.


Come funziona il credito d’imposta

L’importo del credito d’imposta varia in funzione:

  • dell’investimento effettuato;
  • della riduzione dei consumi energetici ottenuta;
  • delle aliquote previste dalla normativa vigente.

Nella disciplina della misura sono previste aliquote differenti in base agli scaglioni di investimento e al livello di efficientamento energetico raggiunto: maggiore è il risparmio energetico certificato, maggiore può essere il beneficio fiscale riconosciuto.


Come richiedere l’agevolazione

Per ottenere il beneficio è necessario seguire la procedura prevista dalla normativa vigente.

In linea generale, il percorso comprende:

  1. analisi preliminare del progetto di investimento;
  2. verifica dei requisiti tecnici;
  3. predisposizione della documentazione;
  4. eventuali certificazioni richieste;
  5. trasmissione delle comunicazioni tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), secondo le modalità previste dalla disciplina applicabile;
  6. completamento dell’investimento e conservazione della documentazione per gli eventuali controlli.

Poiché la normativa viene aggiornata periodicamente, è consigliabile verificare sempre le istruzioni ufficiali prima di avviare l’investimento.


Le certificazioni richieste

Uno degli aspetti più importanti del Piano Transizione 5.0 riguarda la documentazione tecnica.

A seconda della disciplina applicabile possono essere richieste certificazioni rilasciate da professionisti qualificati che attestino:

  • il risparmio energetico conseguibile (certificazione ex ante);
  • la corretta realizzazione dell’investimento (certificazione ex post);
  • la conformità tecnica dei beni;
  • la corretta contabilizzazione delle spese, ove previsto.

Una documentazione incompleta può compromettere il riconoscimento dell’agevolazione.


Errori più comuni

Molte imprese perdono importanti opportunità per errori facilmente evitabili.

Tra i più frequenti:

  • acquistare beni non agevolabili;
  • iniziare l’investimento senza una verifica preliminare;
  • sottovalutare gli aspetti energetici;
  • predisporre una documentazione incompleta;
  • rispettare solo parzialmente le procedure previste;
  • non conservare correttamente la documentazione.

Una pianificazione preventiva riduce notevolmente il rischio di errori.


Conviene richiedere il Piano Transizione 5.0?

Per molte imprese la risposta è sì.

Se l’azienda ha già programmato investimenti in:

  • nuovi macchinari;
  • automazione;
  • digitalizzazione;
  • efficientamento energetico;
  • software industriali;
  • impianti produttivi,

la misura può contribuire a ridurre in modo significativo il costo complessivo dell’investimento, nel rispetto della normativa vigente.


Domande frequenti

Possono accedere anche le piccole imprese?

Sì. La misura è rivolta alle imprese che rispettano i requisiti previsti dalla normativa, indipendentemente dalla dimensione.

È compatibile con altre agevolazioni?

La cumulabilità dipende dalla disciplina applicabile e dal rispetto dei limiti previsti dalla legge. È sempre opportuno effettuare una verifica preventiva.

Serve una certificazione energetica?

Nella disciplina del Piano Transizione 5.0 sono previste certificazioni tecniche rilasciate da soggetti abilitati, secondo quanto stabilito dalla normativa.

Quanto tempo richiede la procedura?

Le tempistiche dipendono dalla complessità del progetto, dalla documentazione e dalle verifiche previste.


Conclusioni

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta una delle principali opportunità per le imprese che desiderano investire in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica.

Una corretta pianificazione permette di individuare le agevolazioni applicabili, predisporre la documentazione richiesta e ridurre il rischio di errori durante la procedura.

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Fonti ufficiali

  • Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)
  • Gestore dei Servizi Energetici (GSE)
  • Normativa vigente sul Piano Transizione 5.0 e successivi aggiornamenti

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